la rai la paghi quattro volte:
con le tasse
con la pubblicità
con il canone
con Vespa
RAI. DI TUTTO, DI PIU'

Questo pomeriggio, 18 dicembre 2002, in occasione della presentazione del libro di Vespa, "La grande muraglia; da Berlusconi ai Girotondi", un gruppo di esponenti delle girandole, i girototondidelleidee, la folla di jack, ha contestato Bruno Vespa quale emblema dell'attuale rai che sempre più eroga servizi privati anziché svolgere servizio pubblico. I manifestanti, dopo aver riposto cartelloni e volantini che avevano preparato e sciolto la manifestazione, sono stati impediti di accedere alla sala del dibattito pur essendo la riunione libera e aperta al pubblico, e invitati dalla polizia a non sostare in via Lata. Circostanza stigmatizzata da Rutelli in uscita dal dibattito, il quale si è fermato a parlare con le forze dell'ordine e i manifestanti per dire che a un dibattito pubblico non si impedisce ai cittadini di partecipare senza un valido motivo. L'impedimento, secondo le forze dell'ordine, è stata l'attribuzione ai contestatori della qualifica di "ex manifestanti". Cioè soggetti non graditi fino alla chiusura del dibattito oggetto della contestazione. L'attività di riaffermazione delle responsabilità del servizio pubblico proseguirà nelle prossime settimane.

Alcuni slogan esibiti dai contestatori:

Da Cogne alla Lewinsky:
Rai Educational

Bruno Arcòre non si comanda

Il sonno della ragione genera Vespa

Vespa e Cirami uniti nella lotta.

Giù le mani dal povero Samuele
Becchini dell'audience 
un po' di pietas

Ma anche all'indirizzo di Massimo Fini, che hanno partecipato alla presentazione:
Fini: da camerata a cameriere

E per Rutelli e Fassino, anch'essi presenti:
Rutelli e Fassino. Nuovi lavori: venditori porta a porta


Lunedì 16 è apparsa la seguente lettera-appello sull'Unità da parte dei movimenti e all'indirizzo dei due leader del centro sinistra:



TUTTI DA BRUNO MERCOLEDI ? AUGURIAMOCI DI NO
17/12/2002 11:09 Carlo M 



Cari Piero e Francesco,

abbiamo saputo che mercoledì 18 dicembre parteciperete a Roma alla presentazione dell¹ultimo libro di Bruno Vespa, in compagnia di Marco Follini e Gianfranco Fini, oltre allo stesso Vespa.
Questa scelta ci sconcerta.
Riteniamo infatti non opportuno che esponenti del Centrosinistra ­ e voi siete tra i più autorevoli ­ partecipino a iniziative pubbliche di questo tipo.
Il motivo di tale perplessità non è il fatto che voi vi confrontiate con esponenti della coalizione avversaria ­ che anzi è cosa fondamentale in democrazia ­ quanto che tali incontri avvengano al di fuori delle sedi proprie, vale a dire i luoghi istituzionali o i dibattiti organizzati con le necessarie garanzie. 
In particolare, contribuire al lancio prenatalizio de ³La Grande Muraglia l¹Italia di Berlusconi e l¹Italia dei Girotondi²(come hanno già fatto Bersani e Franceschini a Milano il 9 dicembre scorso) è una scelta che rischia di confondere e scoraggiare quanti, nella società civile, si stanno battendo per far vincere un progetto politico realmente alternativo al berlusconismo.
Sulla possibilità di comunicare l¹urgenza di tale riscatto pesa tuttavia, per come è attualmente gestito, il sistema dell¹informazione, e in particolare del servizio pubblico, che oggi vive la sua stagione più buia. 
Bruno Vespa è, secondo noi, l¹emblema di tale stagione.
Ci chiediamo: lo ritenete un giornalista che fa davvero servizio pubblico? Credete che sia opportuno accreditare ­ sia pure indirettamente ­ l¹immagine che i Vespa di questa Rai danno della società italiana d¹oggi? E ancora: pensate che la gran parte dell¹elettorato di Centrosinistra si rallegri all¹idea che l¹informazione politica del servizio pubblico sia stata di fatto appaltata a Vespa e pochi altri giornalisti schierati col centrodestra?
Nel caso rispondiate di no a queste domande, vi chiediamo di riflettere ancora un istante sulla scelta di partecipare alla presentazione del volume di Vespa, mercoledì 18 dicembre.
Decidere di non andarci sarebbe un gesto di sensibilità e un passo avanti sulla strada della chiarezza. Regalateci, e soprattutto regalatevi, per il 2003, delle regole di comportamento. Comunicatele con strumenti affidabili e convincenti. Rafforzatele con una condotta coerente. Ve lo chiediamo come il più bel dono natalizio. Molti auguri di buon lavoro.


Altera
CoRe - Consumo Responsabile - 
Girotondidelleidee
La folla di Jack
Le girandole

a cui Fassino, martedì 13, ha così risposto:

La risposta di Fassino ai Girotondi
17/12/2002 12:13 

Vado da Vespa per dire le mie ragioni di Piero Fassino "Cari compagni e compagne, rispondo volentieri alla lettera che mi avete indirizzato attraverso le colonne de l’Unità. 

Comprendo, naturalmente, lo stato d’animo da cui muovono le vostre parole e il sentimento di fastidio e di indignazione per una informazione - soprattutto televisiva - segnata da un soffocante conformismo filo-berlusconiano.

Tuttavia non credo che boicottando le presentazioni di libri di Bruno Vespa o le sue trasmissioni tv, si ottenga una qualità televisiva migliore. Sono testardamente ancorato ad un’idea dell’impegno politico che non rifiuta mai il dialogo con chiunque, pur senza deflettere dalle proprie idee e dai propri principi.

Perché dovrei rinunciare a manifestare le mie idee? Non ho mai avuto timore dei miei interlocutori per due motivi: perché sono sicuro delle mie buone ragioni; e perché penso che qualsiasi interlocutore - anche il più lontano - deve essere ascoltato. 

Ma soprattutto penso che ciò a cui tutti dovremmo fare più attenzione non è tanto, o non solo, dove diciamo qualcosa, ma soprattutto che cosa diciamo e per quale finalità. E non mancherò di dire ciò che penso sul pessimo modo di governare di questa destra, sui disastrosi danni prodotti da Tremonti, sulla attuale situazione nella Rai, sugli sgangherati progetti devolution, sulla moltitudine di scandalosi condoni che questo governo ci propone alcuni dei quali inquietanti, come il condono edilizio. Nessuno mi tapperà la bocca.

In quanto a Bruno Vespa, non sono abituato a dare giudizi sul lavoro dei giornalisti. Ciò che trovo esagerato è assegnare ai libri e alle trasmissioni di Bruno Vespa un significato simbolico generale che, sinceramente, è oltre le capacità, se non la volontà, di Vespa stesso.

Più in generale vorrei dire che dovremmo smetterla di disegnare gli altri sempre potenti, tentacolari e più forti di noi. Facendo così ci consegnamo un’idea di noi stessi indebolita, affannata, subalterna alle mosse altrui. Berlusconi potrà essere sconfitto quando il centrosinistra, tra le altre cose, sarà in grado di «normalizzarlo» di farlo scendere dai cieli di cartapesta che lui stesso ha inventato, per misurarlo con i problemi reali del paese. Quei problemi che questa maggioranza non è in grado di affrontare anche perché l’attuale presidente del Consiglio rappresenta una guida «debole» del paese, condizionato come è da lobby e potentati ben più ferrati ed esperti di lui.

Le uniche materie sulle quali questa maggioranza ha mostrato i denti si chiamano leggi Cirami, rogatorie o falsi in bilancio: ma svelano anche la profonda debolezza e vulnerabilità di questo governo. 

Per quanto riguarda lo stato della informazione Rai, sono d’accordo con voi. Sono pochi gli spazi di approfondimento politico. Non solo ma la Rai in questo momento è totalmente allo sbando, asservita, questo sì, ai «diktat bulgari» che hanno eliminato voci preziose ed imparziali quali quelle di Enzo Biagi, di Michele Santoro, di Daniele Luttazzi e di Fabio Fazio. Per questo, per un’informazione libera ed imparziale, per una Rai libera da condizionamenti politici ci siamo battuti e dobbiamo continuare a batterci insieme, sapendo che questo obiettivo lo otterremo con una lotta dura e quotidiana, ma anche con il rifiutare la censura verso qualsiasi trasmissione televisiva, più rispetto nei confronti del nostro paese, nei confronti delle migliaia di professionisti che ogni giorno lavorano in Rai, mortificati da questa situazione, perché la libertà non è divisibile e la libertà di informazione è un bene che non può e non deve essere piegata a convenienze di parte. Ringraziandovi ancora per l’attenzione e sapendo di ritrovarci in tante occasioni di impegno comune, con amicizia". 

la contro risposta dei movimenti il giorno 14, è stata.

18.12.2002
Confermiamo, con Vespa no!
di E. Boletti, M. Minicucci, P. Ricca, A. Ricci

Pubblichiamo la replica di alcuni esponenti dei “girotondi” al segretario dei Ds Piero Fassino sull’opportunità o meno di partecipare a programmi e iniziative di Bruno Vespa
Caro Fassino,
nel ringraziarti per la tua risposta di ieri, vogliamo chiarire meglio qualche concetto sul ruolo dell'Opposizione e la relativa comunicazione, che peraltro cercheremo di dirti oggi se ti vedremo alla presentazione del libro di Vespa, in via Lata a Roma, dove alcuni di noi saranno a contestare, appunto, il modo inaccettabile di fare informazione dell'attuale Rai. 
Non si tratta di impedire, almeno in questa fase, che qualcuno ti tappi la bocca, né di censurare una qualsiasi trasmissione tv, attribuendo magari un ruolo esagerato a qualche giornalista. 
Il punto è che la struttura dell'attuale sistema dell'informazione politica è funzionale al potere berlusconiano. E Vespa ben rappresenta quel modo, abile e accorto, di creare un contesto in cui le ragioni della democrazia, della legalità, del buon senso appaiano opinioni politiche discutibili, omologabili, mescolabili alle altre. 
Continuare ad andare da Vespa, soprattutto all'ennesima presentazione del suo ultimo libro (la prima spetta al Re Sole di Arcore, le altre ai satelliti) significa rassegnarsi all'idea che coloro che truccano le carte siano interlocutori affidabili o inevitabili.
Oggi non è tempo per gente rassegnata. Siamo d'accordo con te quando dici che la battaglia quotidiana da compiere è quella per un'informazione libera e imparziale. Ma è possibile condurla dai salotti di chi rappresenta, secondo noi, una delle espressioni più sofisticate di mistificazione delle notizie?
Non ci sono altre forme da inventare, altri spazi da trovare per comunicare le proprie buone ragioni e insieme a esse la propria identità politica effettivamente alternativa, posto che lo sia?
Bisogna rifuggire dal vittimismo, dici. Ti chiediamo: è vittimismo individuare nell'attuale macchina dell'informazione, gestita contro il diritto costituzionale alla libera espressione delle opinioni, la principale ragione per cui un governo palesemente inadeguato, tanto autoritario quanto confuso e approssimativo nei suoi stessi obiettivi, trasmetta ancora un'immagine di sicurezza?
Ti facciamo un esempio: domani pomeriggio a Villa Madama il Presidente del Consiglio terrà la rituale conferenza stampa prenatalizia. Ricordi come andò l'anno scorso? Un'abile regia aveva collocato i giornalisti scomodi nella seconda parte, la diretta Rai si interruppe quando il primo di essi prese la parola per la sua domanda. Chissà come andrà quest'anno? Saremo anche lì con cartelli e volantini.
Sostieni che bisogna fare più attenzione ai contenuti piuttosto che ai contenitori. Sicuro? Noi crediamo che la possibilità di far breccia nell'uditorio non derivi solo dalla qualità delle proprie ragioni, ma anche e soprattutto dal rispetto di minime regole di comportamento, sia da parte dei responsabili degli spazi giornalistici sia di coloro che di tali spazi fruiscono. 
Siamo d'accordo con il tuo proposito di «costringere» la maggioranza a misurarsi con l'opposizione sui problemi reali del Paese. Ma questo può avvenire a fronte dell'attuale qualità del dibattito pubblico? Non si rischia, di tale pessima qualità, di essere individuati come un'involontaria fonte di legittimazione?
La convinzione che sentiamo urgente comunicarti è questa. È in corso in Italia una battaglia di civiltà, non una semplice contrapposizione politica. Le forze di opposizione devono fare l'impossibile per ritornare maggioranza alle prossime scadenze elettorali. Per convincere milioni di potenziali nuovi elettori si deve definire una strategia originale, comunicata in modo appropriato, che contenga, anche nello stile, le ragioni di una visione della società alternativa a quella che traspare dal «pessimo modo di governare di questa destra». Una strategia che non potrà affermarsi senza il coinvolgimento straordinario della società italiana. 
Edda Boletti 
Marina Minicuci 
Piero Ricca 
Alberto Ricci