APPUNTAMENTO A CAGLIARI
Singoli cittadini, gruppi, associazioni e movimenti, si incontreranno il 31 maggio e primo giugno a Cagliari per il “Primo Congresso dei Movimenti”. La scelta della Sardegna non rappresenta soltanto un’alternanza degli appuntamenti girotondini fra nord e sud e un riconoscimento ai girotondi di Cagliari, riuniti nel “Comitato 6 di Maggio”, che per primi sono riusciti a collegare 45, fra movimenti e associazioni sarde, in un’unica rete regionale dove operano insieme dai new global ai Cittadini per l’Ulivo. Segno, questo, che si pu, pur nel rispetto delle differenze, trovare l’unione, quando il collante combattere e battere insieme questo governo. La scelta della Sardegna soprattutto simbolica perch l si andr alle urne con due anni di anticipo rispetto al resto del paese. Sar dunque un importante test per il governo e per il centro sinistra. Il Congresso nasce poi dalla consapevolezza che per i movimenti questo un momento storico. Infatti, il 20 giugno, a Roma, si terr la prima assemblea coi partiti per determinare quale pu essere il ruolo dei cittadini, raccolti e compattati nei movimenti, nella vita del paese. A tale data siamo determinati ad arrivare quali interlocutori politici credibili e seri, capaci di aiutare a contrastare in maniera efficace il governo e costringere l’opposizione a riprendere il dialogo al proprio interno e a fare proposte concrete. Le questioni in ballo sono enormi, tantopi che non riguardano solo l’Italia ma la congiuntura internazionale che in queste settimane ha definito meglio il suo profilo. Vi ormai una sponda atlantica cui oggi si ncora, rafforzandosi, il governo italiano. E la crisi del centro sinistra abissale in ogni dove.Tuttavia, per dare vita ad un Congresso propositivo necessario lasciarsi alle spalle alcuni degli stereotipi coi quali ci siamo trastullati fino ad ora. S’ detto, ci sono due posizioni fra i movimenti: tavoli di confronto per gli uni, Costituente per gli altri. S’ lasciato intendere che i tavoli di confronto li chiedono quelli che non vogliono farsi inghiottire dall’Ulivo; la Costituente la vogliono i pi ulivisti, magari perch gi legati, e forse appiattiti, sulle posizioni di qualche partito di opposizione. E di questa fesseria abbiamo discusso tutti. Chi credendoci, chi facendo finta di crederci per non scontrarsi con gli altri, in una sorta di malinteso senso del rispetto. Ora il momento serio e richiede che si esca anche da questa impasse. Un confronto informale, dei cosiddetti tavoli, porterebbe soltanto ad una finta partecipazione della societ civile. I rappresentanti politici ci fanno vedere i loro programmi, noi gli diamo la nostra opinione e poi continuano a fare quel che vogliono. Esiste una sola posizione praticabile e seria ed quella della Costituente, con una struttura e delle regole condivise (e non qualche quota elemosinata) che permettano una vera partecipazione della societ civile. Smettiamola anche di riempirci la bocca coi termini “riformista” e “radicale”. Radicale (o estremista) viene ormai definito chi, con fermezza e seriet, rifiuta di derogare da alcuni principi fondamentali. Ne conosciamo parecchi di questi “estremisti” provenienti, in altri tempi e in altri governi, da aree di centro destra. Riformista spesso definito chi fa qualche concessione di troppo, qualche sordido compromesso e talvolta anche qualche ammiccamento a questo centro destra. Chi fa cos non riformista, trasformista. Quanto al riformismo vero, nel senso del rinnovare e riordinare, indispensabile per una coalizione che ambisce a governare. Non saranno certo i nostalgici della rivoluzione cubana a fare un programma di governo vincente. Non si pu continuare a dare risposte vecchie a problemi nuovi. Non tenere conto del mutare dei tempi e delle esigenze di un riformismo vincente rispetto alla nuova destra americana ed europea e anche rispetto a certe sinistre che ormai sono pi di l che di qua, come si diceva una volta dei moribondi, un’inutile perdita di tempo. Lasciamo anche perdere il balletto dei leader, en attendant Godot, e le lotte intestine per il secondo classificato. Mancano tre anni e il leader verr fuori quando i tempi saranno maturi. In tre anni pu letteralmente succedere di tutto. Ignoriamo, infine, chi pretendebbe che alcuni leader dell’opposizione tornassero a casa. Il punto non questo o quantomeno non lo ancora. Se li mandiamo a casa non abbiamo chi mettere al posto loro. E comunque irrealistico sperarlo, inutile chiederlo e per certi versi anche ingiusto. Nella situazione attuale chiunque mettessimo in quelle poltrone sarebbe costretto a fare fagotto in breve tempo. Prodi docet. Parliamo invece di di una federazione del variegato arcipelago del centro sinistra, di un programma di governo, di figure competenti che possano dare una mano ad articolare un programma che ci consenta di presentarci dignitosamente alle prossime elezioni, di gruppi tematici di lavoro. E infine, diciamo, in tutta franchezza, che non si pu andare avanti con questo guazzabuglio di partiti con diritto di veto. Basta che dica no il pi insignificante dei partiti del centro sinistra per paralizzare ogni iniziativa, anche se largamente condivisa. Qui si deve dire chiaramente quali partiti ci vogliono stare alla Costituente dell’Ulivo e quali no. Quali movimenti ci vogliono stare e quali no. Chi ci vuole stare procede, gli altri si aggregheranno quando lo riterranno e/o faranno alleanze elettorali. Data l’importanza dei temi e del momento, invitiamo tutti a Cagliari, dove, fra l’altro, il 2 giugno, stiamo organizzando la “Festa della Costituzione” con importanti e numerosi ospiti che interveranno, ciascuno per le proprie competenze, sui vari punti della Costituzione. Per informazioni: retedeimovimenti@tiscali.it
Marina Minicuci