CAMERA DEI DEPUTATI

PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

Grignaffini, Albonetti, Amici, Battaglia, Bellillo, Bellini, Benvenuto, Bimbi, Boato, Bogi, Bonito, Borrelli, Bova, Buffo, Bulgarelli, Burlando, Calzolaio, Capitelli, Carbonella, Carboni, Carli, Carra, Cennamo, Cento, Chiaromonte, Chiti, Cialente, Cima, Colasio, Cossutta M., Crisci, Dameri, De Luca, De Simone Titti, De Brasi, Deiana, Del Bono, Duca, Folena, Fumagalli, Gasperoni, Gentiloni, Giacchetti, Giacco, Gianni, Giulietti, Grandi, Grillini, Guerzoni, Lion, Loddo, Lolli, Maran, Mariotti, Mascia, Mazzuca, Melandri, Merlo, Minniti, Montecchi, Mussi, Nannicini, Panattoni, Pasetto, Pennacchi, Pinotti, Pisa, Pistone, Petrella, Rizzo, Rocchi, Rognoni, Rotundo, Russo Spena, Ruta, Ruzzante, Sabattini, Sandi, Santagata, Sasso, Sciacca, Soda, Spini, Stradiotto, Susini, Tuccillo, Valpiana, Vernetti, Vertone, Vianello, Vigni, Villetti, Violante, Volpini, Zanella, Zani, Zanotti, Zunino

“NORME PER LA TUTELA DELLE TELEVISIONI DI STRADA”

RELAZIONE

Onorevoli colleghi! La comunicazione partecipata rappresenta la nuova frontiera per una compiuta libertà di informazione. Una comunicazione che parte dal basso e che ha nelle ‘televisioni di strada’ uno strumento innovativo e imprescindibile per la microinformazione nel nostro paese. Queste strutture svolgono un servizio per piccole comunità, quartieri, collettività peculiari (una fra tutte è Telefabbrica emittente di informazione degli operai Fiat di Termini Imerese chiusa d’autorità dopo alcuni giorni di programmazione). Tecnologicamente alla portata di tutti le televisioni di strada sono la risposta ad un sistema sempre più dominato dai grandi gruppi e sempre più lontano da quelle che sono le esigenze dei singoli, delle piccole realtà. Un megafono per chi ha poca voce e pochi mezzi: le street tv stanno diventando i palcoscenici naturali dove affrontare le problematiche spicciole, le lotte, i grandi e piccoli temi della quotidianità. Privarsene sarebbe un peccato mortale.

La presente proposta di legge nasce per salvaguardare la libertà di opinione e di comunicazione. Il disegno di legge Gasparri sul futuro assetto radiotelevisivo vuole mettere la parola fine a questo nuovo modo di fare informazione. Il governo contesta alle “street tv” la mancanza delle concessioni a trasmettere. La posizione dell’esecutivo non trova, però, alcuna ragione tecnica: le ‘street tv’ sfruttano i coni d’ombra delle frequenze e quindi non creano alcun disturbo alla corretta ricezioni dei canali ‘tradizionali’.

La nostra proposta di legge vuole difendere le quindici realtà già esistenti sul territorio italiano e vuole garantire alle altre cinquantuno che stanno per nascere la massima libertà di espressione e di legittimità.

Articolo 1

Al termine dell’articolo 3 della legge 6 agosto 1990, n. 223, inserire i seguenti commi:

1. Le porzioni di frequenze libere in ambito locale risultanti dalle zone d’ombra nell’irradiazione dei segnali televisivi possono essere utilizzate, su base non interferenziale, per attività di comunicazione previa denuncia di inizio attività da inviare all’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni. Trascorsi trenta giorni dalla ricezione della denuncia, l’interessato può dare corso all’attività.

Con regolamento adottato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono determinate le circostanze nelle quali la stessa Autorità può vietare l’utilizzo delle frequenze di cui al comma precedente, per la salvaguardia dell’ordine pubblico e il f